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"In quel tempo, Ezechia fu malato a morte." (II Re 20:1)

Le mura dei palazzi reali non possono proteggere dalle infermità chi li abita. Re e regine, al pari dei poveri contadini, devono cedere alle pretese della malattia e piegarsi sotto la sferza del dolore. Le persone meno abbienti spesso pensano di essere maggiormente colpite dalle difficoltà rispetto a coloro che vivono nell'agiatezza. Può capitare di invidiare i ricchi, che abitano in grandi palazzi, immaginando che quelle possenti mura possano tenere a bada le avversità della vita. Quante persone sognano un'improvvisa ricchezza e si sottomettono al fascino del denaro. Mostrano grande rispetto per chi ha saputo realizzarsi economicamente, ed elogiano i ricchi, nuovi e vecchi. Ma sbagliano il bersaglio! Nessuna porta, per quanto splendida, può tenere lontano le difficoltà. Le persone benestanti sono in realtà quelle che lavorano seriamente e che guadagnano il pane con un'attività onesta. Queste sono, di fatto, le persone più felici e appagate. Le alte vette sono più evidenti delle piccole colline, ma sono sferzate da maggiori tempeste. Accontentarsi della semplicità con la benedizione di Dio: questo è un insegnamento che bisogna assimilare in profondità. In una notte burrascosa, durante la guerra civile americana, una persona che conversava con Abramo Lincoln commiserava i soldati che stavano nell'accampamento. Il presidente allora replicò che egli avrebbe scambiato volentieri il proprio posto con quello di uno di essi, in qualsiasi momento. La responsabilità porta sempre con sé fardelli gravosi.

A cura di: Consapevoli nella Parola